c'ho provato e riprovato.
adesso me lo impongo.
devo riprendere in mano il blog.
devo riprendere a scrivere quelle mini-cronache cazzosissime sulla mia vita
non ho obblighi verso nessuno.vero.
ma voglio farlo.
anche se, non chiedetemi perchè, mi costa immensa difficoltà.
avrei potuto scrivere con disinvoltura un nuovo post.ne avrei avute cose quasi interessanti da raccontare e condividere.quasi come al ritorno da una vacanza.
ma no, non ci riesco.la vacanza non c'è.vivo una nuova vita quasi con naturalezza e abitudine, quasi come non fosse cambiato tutto nell'ultimo mese.
è cambiato.eppure no.mi muovo con tranquillità nella nuova cucina e perfino in quelle poche strade che riesco a 'collegare' e a 'collocare'.
Adesso scriverò mozziconi di storie.Interromperò.E ne inizierò un'altra.Non è un capriccio è solo incapacità bella e buona.
Il quartiere dove vivo è nauseantemente alto borghese, le ragazze per bene hanno sempre in mano qualche pacchetto con abiti-gioielli-scarpe nuove, i ragazzi per bene fumano e discutono di calcio sollevando i loro occhiali di marca al passare di una ragazza.Le vecchine del mio palazzo mi guardano con aria diffidente,alcune, le altre mi chiamano tesoro.In ascensore, con una di loro, o il loro mariti, c'è un freddo cane.Sono ghiacciati e paurosi e impauriti,e salutano a stento.Forse è un problema dei ricchi.
Continuo ad osservarlo questo quartiere in cui vivo,al mattino con le mani nel giubbotto perchè il freddo comincia a farsi sentire, o la sera tardi di ritorno dal cinema o dachessoio.I fascisti sono passati.hanno attaccato i manifesti e sono corsi via.
Tempo fa lo schifo è stato troppo e non ho resistino, ne ho staccati un paio.ero arrabbiata.le mani piene di colla e una leggera ansia che qualcuno m'avesse visto.non potevo guardare la foto della squadraccia e la scritta "la nostra squadra del cuore".avrei vomitato su quella merda.ne ho staccati due in fretta e poi a casa.mi hanno detto in molti che non ho fatto una cosa "sicura".
Ha iniziato a piovere.da tre giorni, inizia a piovere nel primo pomeriggio e dopo un po' smette.la piogga mi mette tristezza.a volte.altre mi fa avvertire il cambiamento di stagione.
ieri sedevo alla scrivania, copiavo appunti di diritto pubblico, avevo già addosso un maglione e ascoltavo Lolli.E ho sentito un calore al cuore, non so cosa sia stato, improvviso e veloce, e mi sono passate davanti agli occhi le immagini (banali?) di questi giorni qua.Poche cose, gli amici, i cinema, i nuovi volti, un ragazzo chino su un banco, lo osservo, una sigaretta fumata assieme, un autobus aspettato per interminabili minuti, il caldo della metropolitana, le buste dell'ikea zuppe d'acqua, gli appuntamenti mancati, i saluti dimenticati, un'amica delle medie incontrata per caso per strada.poche cose in fondo.Ma le ho riviste d'un tratto davanti a me.E mi sono quasi coccolata.
Adesso molti mi chiedono di raccontar loro "che faccio".Ehi, ehi.E' Roma, sì.Ma è comunque la solita normale vita di sempre.Con l'abnorme differenza che io sto molto bene.Ho iniziato le lezioni appena lunedì scorso.Potrebbe essere prematuro dirlo ma sono convinta d'aver azzeccato facoltà.Ho quattro esami da fare in un solo semestre, non sono molti considerando altre facoltà e indirizzi, ma ho ancora tutte quelle normali "paure" liceal-adolescenziali che derivano, invevitabilmente, dall'impatto con una nuova realtà.
E devo dire che in questa nuova realtà mi sono trovata molto bene, siamo in troppi al mio corso per poter anche solo pensare di avere un rapporto con tutti, ma in qualche modo si farà.Intanto si chiacchiera, si commenta, si chiede "aiuto" per gli appunti.Cominciano ad apparire libri e fotocopie.(ri)Comincio a prendere appunti.Gli argomenti mi interessano e non sento più il peso dello scialbume del liceo.Sì, sarà tutta un'impressione.Ma lasciatemi quest'illusione, almeno all'inizio.Prima che scemi l'entusiasmo tipico dei bimbi.
Anche l'università è luogo di alienazione, come il supermercato, la strada, la fermata del bus.Categorie(sì, perchè di questo si tratta) di ragazzi e ragazze, gruppi stereotipati chiacchierano tra loro, gli uni con gli altri e con nessun altro diverso da loro.Si osservano, si analizzano, si ignorano o si conoscono.E' alienazione che diventa umanità solo a piccole dosi,a piccoli gruppi.E' impossibile seguire questo delirante discorso.E' impossibile.Odio farli questi discorsi.Ma è quello che avverto ora.
Se vivi qua, da universitaria, puoi anche decidere di vivere nel "tuo" quartiere la tua vita per non vedere nient'altro di roma.Per rimanere al caldo come in provincia.E' semplice, perchè roma ha troppi volti e ti da la scelta di vederne solo alcuni.e allora vivi tra l'università e la casetta in piazza bologna e il fine settimana torni a casa e amen.
Non è il mio caso.nell'ultimo mese ho camminato tanto.sono anche dimagrita, eheh. ho guardato il cambiare dei palazzi e dei volti al cambiare delle strade. i grandi e fastosi palazzi rinascimentali e i palazzoni anni 50 di casal bertone.
un mese appena e un centinaio di volti impressi in testa.volti di sconosciuti.che ti assalgono nella loro anonimità in ogni momento della giornata.Potrebberero scivolare via ma io non riesco.Li guardo, posso fare solo questo.e mi travolgono, con le loro diversità e molteplicità infinite.io sono una di loro, e mi aggiungo ai milioni di volti anonimi.
ho dato abbastanza.