lunedì, 30 ottobre 2006

Sto sorprendendo me stessa.Ho fatto la doccia(capelli and co.) in circa dieci minuti, compresa asciugatura.E adesso riesco anche ad infilare in questa minipausa tra una lezione e un'altra,anche un post.Oggi è veramente un giorno speciale, cristina scrive ancora un inutile post.Tra l'altro a stomaco vuoto chè stamattina ho preso solo un caffè.Ho dormito vestita in casa d'altri, con le immagini di un docu-film sull'excursus (involutivo) della lotta alla mafia in Sicilia; con le immagini di Falcone e Borsellino stampate in testa, e col pensiero fisso che tutto è successo e tutto è stato dimenticato.

Nel pomeriggio avevo deciso di impiegare le ultime ora di una domenica abbastanza noiosa facendo una passeggiata in solitaria, una di quelle che mi piacciono molto.(e chissenefrega direte voi.).Ho camminato da casa fino alla Nomentana, l'ho percorsa quasi tutta.Tutto ricoperto di foglie secche.Poca gente, la domenica.Molte macchine, come sempre.Palazzoni,conventi, chiese spoglie, casermoni.Questo ho visto.Ogni tanto un attimo di smarrimento, temo sempre di prendere la direzione sbagliata, ehehe, che volete?è appena un mesetto.Alla fine arrivo a Porta Pia eggià, un pezzo di storia che ti scorre accanto, quasi ovunque qua.Poi decido di deviare da piazza Fiume.Vedo in lontananza la Rinascente.Ha una scritta, quella nuova  (e quegli orribili manichini con teste d'uccelli e lupo) e un'altra nella parte più "nascosta", molto più vecchia.E mi ritornano in mente le immagini di quando bambina a Milano la mamma mi portava là.Era un posto importante la Rinascente, era da sempre simbolo del risultato di un boom economico.Alla Rinascente trovavi di tutto.Era luccicosa e profumata.E scendevamo e salivamo con le scale mobili.Raramente comprando qualcosa.Ricordo anche le porte che s'aprivano e chiudevano continuamente, per la foga di clienti nuovi e vecchi.

Presa da questo ricordo di nostalgia legato, effettivamente, ad un luogo tristissimo, direi ora, sono entrata.Primo piano profumi, calze, trucchi, accessori.Secondo piano collezione uomo.Terzo collezione donna.Quarto collezione bambino.Gli altri due non so, non ho letto.Ho girato facendo lo slalom tra gli espositori, le commesse e gli avventori.Ho fatto le scale, ma non erano scale mobili.Sono salita e scesa.E uscita.

Ho ripreso a camminare.L'umidità fastidiosa avvolgeva tutto.Dietro di me il suono dei tacchi di una bella turista a braccetto col marito\compagno\fidanzato\amante.Ogni tanto mi fermavo per decidere la direzione.Quasi sempre dritto.Poi a sinistra verso Piazza della Repubblica.

Ho comprato due libri alla Melbookstore e ho preso un autobus.

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categoria:memorie di me, i minciati re picciriddi
domenica, 22 ottobre 2006

Torno adesso a casa.Sono stata al cinema con un'amica.E adesso non ho sonno.Gli occhi si sono spalancati.Non capisco perchè.

Continuo ad ascoltare gli Air, sì, direi che mi piacciono.

No,non ho bevuto caffe nelle ultime ora.No, non mi sono alzata alle tre del pomeriggio.Sì, ho oziato tutto il giorno ma che c'entra? ci si affatica lo stesso.

Sarà il frastuono de "La sconosciuta" e l'orribile immagine di Michele Placido depilato e oliato e nudo (mi accompagnerà negli incubi più neri) che mi hanno un po' turbato.Rivoglio Nuovo Cinema Paradiso.

postato da: crinolina alle ore 00:47 | Permalink | commenti (7)
categoria:polpettone, memorie di me
sabato, 21 ottobre 2006

c'ho provato e riprovato.

adesso me lo impongo.

devo riprendere in mano il blog.

devo riprendere a scrivere quelle mini-cronache cazzosissime sulla mia vita

non ho obblighi verso nessuno.vero.

ma voglio farlo.

anche se, non chiedetemi perchè, mi costa immensa difficoltà.

avrei potuto scrivere con disinvoltura un nuovo post.ne avrei avute cose quasi interessanti da raccontare e condividere.quasi come al ritorno da una vacanza.

ma no, non ci riesco.la vacanza non c'è.vivo una nuova vita quasi con naturalezza e abitudine, quasi come non fosse cambiato tutto nell'ultimo mese.

è cambiato.eppure no.mi muovo con tranquillità nella nuova cucina e perfino in quelle poche strade che riesco a 'collegare' e a 'collocare'.

Adesso scriverò mozziconi di storie.Interromperò.E ne inizierò un'altra.Non è un capriccio è solo incapacità bella e buona.

Il quartiere dove vivo è nauseantemente alto borghese, le ragazze per bene hanno sempre in mano qualche pacchetto con abiti-gioielli-scarpe nuove, i ragazzi per bene fumano e discutono di calcio sollevando i loro occhiali di marca al passare di una ragazza.Le vecchine del mio palazzo mi guardano con aria diffidente,alcune, le altre mi chiamano tesoro.In ascensore, con una di loro, o il loro mariti, c'è un freddo cane.Sono ghiacciati e paurosi e impauriti,e salutano a stento.Forse è un problema dei ricchi.

Continuo ad osservarlo questo quartiere in cui vivo,al mattino con le mani nel giubbotto perchè il freddo comincia a farsi sentire, o la sera tardi di ritorno dal cinema o dachessoio.I fascisti sono passati.hanno attaccato i manifesti e sono corsi via.

Tempo fa lo schifo è stato troppo e non ho resistino, ne ho staccati un paio.ero arrabbiata.le mani piene di colla e una leggera ansia che qualcuno m'avesse visto.non potevo guardare la foto della squadraccia e la scritta "la nostra squadra del cuore".avrei vomitato su quella merda.ne ho staccati due in fretta e poi a casa.mi hanno detto in molti che non ho fatto una cosa "sicura".

Ha iniziato a piovere.da tre giorni, inizia a piovere nel primo pomeriggio e dopo un po' smette.la piogga mi mette tristezza.a volte.altre mi fa avvertire il cambiamento di stagione.

ieri sedevo alla scrivania, copiavo appunti di diritto pubblico, avevo già addosso un maglione e ascoltavo Lolli.E ho sentito un calore al cuore, non so cosa sia stato, improvviso e veloce, e mi sono passate davanti agli occhi le immagini (banali?) di questi giorni qua.Poche cose, gli amici, i cinema, i nuovi volti, un ragazzo chino su un banco, lo osservo, una sigaretta fumata assieme, un autobus aspettato per interminabili minuti, il caldo della metropolitana, le buste dell'ikea zuppe d'acqua, gli appuntamenti mancati, i saluti dimenticati, un'amica delle medie incontrata per caso per strada.poche cose in fondo.Ma le ho riviste d'un tratto davanti a me.E mi sono quasi coccolata.

Adesso molti mi chiedono di raccontar loro "che faccio".Ehi, ehi.E' Roma, sì.Ma è comunque la solita normale vita di sempre.Con l'abnorme differenza che io sto molto bene.Ho iniziato le lezioni appena lunedì scorso.Potrebbe essere prematuro dirlo ma sono convinta d'aver azzeccato facoltà.Ho quattro esami da fare in un solo semestre, non sono molti considerando altre facoltà e indirizzi, ma ho ancora tutte quelle normali "paure" liceal-adolescenziali che derivano, invevitabilmente, dall'impatto con una nuova realtà.

E devo dire che in questa nuova realtà mi sono trovata molto bene, siamo in troppi al mio corso per poter anche solo pensare di avere un rapporto con tutti, ma in qualche modo si farà.Intanto si chiacchiera, si commenta, si chiede "aiuto" per gli appunti.Cominciano ad apparire libri e fotocopie.(ri)Comincio a prendere appunti.Gli argomenti mi interessano e non sento più il peso dello scialbume del liceo.Sì, sarà tutta un'impressione.Ma lasciatemi quest'illusione, almeno all'inizio.Prima che scemi l'entusiasmo tipico dei bimbi.

Anche l'università è luogo di alienazione, come il supermercato, la strada, la fermata del bus.Categorie(sì, perchè di questo si tratta) di ragazzi e ragazze, gruppi stereotipati chiacchierano tra loro, gli uni con gli altri e con nessun altro diverso da loro.Si osservano, si analizzano, si ignorano o si conoscono.E' alienazione che diventa umanità solo a piccole dosi,a piccoli gruppi.E' impossibile seguire questo delirante discorso.E' impossibile.Odio farli questi discorsi.Ma è quello che avverto ora.

Se vivi qua, da universitaria, puoi anche decidere di vivere nel "tuo" quartiere la tua vita per non vedere nient'altro di roma.Per rimanere al caldo come in provincia.E' semplice, perchè roma ha troppi volti e ti da la scelta di vederne solo alcuni.e allora vivi tra l'università e la casetta in piazza bologna e il fine settimana torni a casa e amen.

Non è il mio caso.nell'ultimo mese ho camminato tanto.sono anche dimagrita, eheh. ho guardato il cambiare dei palazzi e dei volti al cambiare delle strade. i grandi e fastosi palazzi rinascimentali e i palazzoni anni 50 di casal bertone.

un mese appena e un centinaio di volti impressi in testa.volti di sconosciuti.che ti assalgono nella loro anonimità in ogni momento della giornata.Potrebberero scivolare via ma io non riesco.Li guardo, posso fare solo questo.e mi travolgono, con le loro diversità e molteplicità infinite.io sono una di loro, e mi aggiungo ai milioni di volti anonimi.

ho dato abbastanza.

postato da: crinolina alle ore 17:44 | Permalink | commenti (7)
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lunedì, 02 ottobre 2006

ontheroad

postato da: crinolina alle ore 21:15 | Permalink | commenti (7)
categoria:memorie di me