Ieri mio padre torna a casa con un libro, una guida.Inizialmente rimango molto peplessa dal nome della collana: "le guide xenofobe".Ma è bastato uno sguardo alla guida per capire l'amara ironia di quel nome.
Dunque, una Guida ai "migliori vizi" e alle "peggiori virtù" dei Siciliani. Semplicemente favolosa.Assolutamente veritiera.Pensate che ho rinunciato al piatto di pasta per leggere le cose più spassose ad alta voce, a tavola.Non c'è una sola cosa in quel libriccino che sia un luogo comune o uno stereoripo trito e ritrito.
Per questo, e per mostrarvi cosa siamo, noi siciliani, nel bene e nel male !, ho deciso che riporterò spezzoni della guida qui.Oggi cominciamo con la straordinaria magia grazie a cui i siciliani, sebbene non abbiano alcuna concezione del tempo e abbiano mille cose da fare all'ultimo minuto, riescono sempre a cavarsela.Grazie all' "amico di un amico".
"I siciliani hanno sempre un amico, o un amico di un amico, o un cognato di un amico, piazzato al posto giusto e felice di mostrare tutto il suo potere facendo favori.
Ad esempio, l'amico inserito nella società telefonica vi farà istallare il telefono in tre giorni invece che nei sei mesi regolamentari e magari vi farà perfino avere una guida telefonica con la copertina cartonata(ivece che molle, come tutti): l'amico che ha un cognato del suo portinaio che fa il falegname riuscirà a farlo passare da casa vostra la sera stessa. Chiaro che il prestigio massimo è dato da un amico onorevole, che viene interessato a tutto, dalla pratica pendente in Comune alla bocciatura della nipotina delle elementari ("picchì 'a picciridda non lo meritava").[...]L'abitudine a fare favori agli amici spinge talvoltl a trattare da amici persone che non lo sono affatto: ad esempio, un negoziante rimasto senza pellicole indicherà al turista lo spaccio interno al campeggio dove procurarsele, raccomandandogli di dire "che lo manda lui", anche se non si capisce proprio perchè dovrebbe mandarlo.
Resta da stabilire se l'abitudine siciliana a ottenere tutto come favore personale -e non magari con lo strambo pretesto che se ne ha il diritto- sia la causa oppure l'effetto della disorganizzazione generale."
[Natalia Milazzo, "I sicliani", edizioni Sonda]