mercoledì, 28 giugno 2006

aulaUn po' di musica, giusto per distendermi.

E domani all'una farò un enorme salto liberatorio.

Mai provata tanta contentezza per un esame.

E ho anche un po' di strizza, da buona secchia che sono.

Chiudiamo un capitolo.

Chissà che sarà.[e qui parte la banalità][e anche la rima]

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categoria:memorie di me, i minciati re picciriddi
domenica, 25 giugno 2006

Torno adesso dal seggio elettorale.Votai.

Ieri sera una delle più belle serate degli ultimi tempi.Sulla mia spiaggia, le stelle magnifiche magnifiche cacchio, e quattro amici, una chitarra, insomma niente di più banale, quasi una canzoncina di musica leggera.

Eppure una freschezza nel cuore.Guardare le luci di quel posto,quel buco nel culo dove ho passato le mie estati mi ha quasi emozionato.Forse perchè sto andando.Un po' spaventata ma sto andando.Cambierà qualcosa, e lo so.E allora mi godo questi splendidi momenti di calma, di rumori, di umori, di risa.

E poi quella voce.Inaspettatamente risentita, come se l'avessi sentita fino a ieri,e invece caspita sono sei mesi.Piccole cose, già.Ma sto così bene.E studio.

postato da: crinolina alle ore 19:16 | Permalink | commenti (4)
categoria:memorie di me, i minciati re picciriddi
domenica, 25 giugno 2006

Ieri mio padre torna a casa con un libro, una guida.Inizialmente rimango molto peplessa dal nome della collana: "le guide xenofobe".Ma è bastato uno sguardo alla guida per capire l'amara ironia di quel nome.

Dunque, una Guida ai "migliori vizi" e alle "peggiori virtù" dei Siciliani. Semplicemente favolosa.Assolutamente veritiera.Pensate che ho rinunciato al piatto di pasta per leggere le cose più spassose ad alta voce, a tavola.Non c'è una sola cosa in quel libriccino che sia un luogo comune o uno stereoripo trito e ritrito.

Per questo, e per mostrarvi cosa siamo, noi siciliani, nel bene e nel male !, ho deciso che riporterò spezzoni della guida qui.Oggi cominciamo con la straordinaria magia grazie a cui i siciliani, sebbene non abbiano alcuna concezione del tempo e abbiano mille cose da fare all'ultimo minuto, riescono sempre a cavarsela.Grazie all' "amico di un amico".

"I siciliani hanno sempre un amico, o un amico di un amico, o un cognato di un amico, piazzato al posto giusto e felice di mostrare tutto il suo potere facendo favori.

Ad esempio, l'amico inserito nella società telefonica vi farà istallare il telefono in tre giorni invece che nei sei mesi regolamentari e magari vi farà perfino avere una guida telefonica con la copertina cartonata(ivece che molle, come tutti): l'amico che ha un cognato del suo portinaio che fa il falegname riuscirà a farlo passare da casa vostra la sera stessa. Chiaro che il prestigio massimo è dato da un amico onorevole, che viene interessato a tutto, dalla pratica pendente in Comune alla bocciatura della nipotina delle elementari ("picchì 'a picciridda non lo meritava").[...]L'abitudine a fare favori agli amici spinge talvoltl a trattare da amici persone che non lo sono affatto: ad esempio, un negoziante rimasto senza pellicole indicherà al turista lo spaccio interno al campeggio dove procurarsele, raccomandandogli di dire "che lo manda lui", anche se non si capisce proprio perchè dovrebbe mandarlo.

 Resta da stabilire se l'abitudine siciliana a ottenere tutto come favore personale -e non magari con lo strambo pretesto che se ne ha il diritto- sia la causa oppure l'effetto della disorganizzazione generale."

 [Natalia Milazzo, "I sicliani", edizioni Sonda]

 

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giovedì, 22 giugno 2006

Sono stremata.Perchè, vuoi o non vuoi questi esami ti stressano.Se poi hai anche fatto il compito di matematica (ahahah) e domani dovrai inventarti qualcosa da scrivere su qualcos'altro richiesto, allora è giustificato il maldistesta, gli occhi che faticano ad aprirsi, le gambe molli.

E allora rimando a tempi migliori quel post che voglio tanto scrivere sulle scene allucinanti viste in questi giorni.E, su, facciamo anche un po' di ridicolo sentimentalismo liceale: saranno comunque cose da ricordare.Alè.

PS:E' una mia impressione o i telecronisti della Rai parlano di Totti come di un bambino menomato e disadattato?Battute tipo:"si sta adattando ora", "sta entrando nel gioco", "ha bisogno dei suoi tempi","ci riuscirà".Mah, non so se sia più penoso il commento o l'oggetto del commento.Dovrò tornare a vedere rugby.

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martedì, 20 giugno 2006

boiacosa fa una maturanda il giorno prima della prima prova?Direte voi: studia, ripassa, si prepara, scrive,ripete. svevo, pascoli, pirandello, seconda guerra mondiale e tutte quelle altre cose che ti fanno studiare al quinto.che poi alla fine non sai niente di neinte e credi che pirandello sia veramente un decadente.mavà.

sbagliato (e non solo il fatto che pirandello sia un decadente) : una maturanda il giorno prima di domani, cioè oggi, si disegna la caviglia con una tale concentrazione da dar vita a un ghirigoro-opera d'arte.e poi cucina la pasta con lo zucchero al posto del sale e si stupisce anche che non diventi salato dopo sette cucchiaini.e poi si siede al computer e cazzeggia.scrive su uno stupido blog.legge il manifesto di ieri.e si scompiscia dalle risate leggendo le false tracce del tema.geniali.certe poesie inventate, certi titoli.

tanto (lei) mica dovrà fare domani un tema in sei ore!naa.

ma sei ore seduti sulle quelle scomode sedie come si fa? tutti sudati e appiccicaticci, e annoiati e con le mani doloranti, e le dita sporche e i capelli che continuano a cadere sulla faccia e gessucristoallacolonna perchè non ho portato l'elastico! come si fa a concentrarsi a scrivere qualcosa che non ti va, e dover rispettare la grammatica, le virgole, i punti, le maiuscole, e intanto pensare che il liceo l'hai proprio finito, e ora inzia un'altra vita.come si fa a non disegnare sul foglio protocollo mentre si pensa alla cazzata da scrivere?

mi costringerò, come ho sempre fatto.mi costringerò a farlo, quest'ultimo sforzo.e amen.

e domani scrivo il post disperato pre-compitodimatematica-necessariamentedacopiare-o sennò matematica creativa.

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lunedì, 19 giugno 2006

ho una specie di spillo conficcato in testa.

no, non è emicrania.tant'è che quando la capocchia dello spillo cambia colore mi fa male la pancia.

le budella, le viscere, farfalle e tutte quelle cose lì.

no, non è amore.solo un ricordo mai completo, mai saziato, mai definitivamente concluso.

non ancora ricordo.insomma.

maledetto spillo.

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categoria:memorie di me
lunedì, 19 giugno 2006

nonna, ziaOdore di vecchie fotografie.ricordi.persone.venti trenta anni fa.anche più.

sto raccogliendo pezzi della mia terra, della mia famiglia, frammenti di storia, cartoline, racconti, e li porto con me.

sto guardando Modica dall'alto, illuminata e straordinariamente silenziosa.e la porto con me.

sto ascoltando voci e risa.e le porto con me.

e tutto avviene in pochi giorni, in fretta, come se d'un tratto m'accorgersi della mia incubatrice, affezionata, calda, familiare.eppure sono già diciotto anni.e non sono pochi.potrei morire domani.

e guardo affascinata i sorrisi di mia nonna, il suo costume castigato, il fazzoletto.non ci sono più.il mare sì, lì dientro,ieri e ora. è anche il mio.stessa acqua, pochi pesci, sabbia, infanzie amici schizzi sguardi alghe.

sì, diciott'anni ci stanno tutti lì. immersi.

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categoria:memorie di me
venerdì, 16 giugno 2006

Ho appena conosciuto una cagna, Maya, e mi sono innamorata di lei.Certo, stava per portarmi via il braccio dall'affetto, ma sono dettagli.

Posso ritenermi soddisfatta: mi sono innamorata e Lui non è un Lui, ma non è neanche umano.

Sono cose che fanno piacere.

ti saluto, lettore.

postato da: crinolina alle ore 22:12 | Permalink | commenti (4)
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venerdì, 16 giugno 2006

E' uno strano periodo, torno a casa e trovo gente nuova, lontani parenti americani-italiani-giramondo, a pranzo.Siamo già alla seconda volta.Stavolta meno strani dell'altra.

Scopro di avere un cugino nell'Oregon(?) che traduce libretti di istruzioni dall'italiano all'americano e che adesso è qua per fare il giro della Sicilia in bici, con la moglie e la figlia che lo supportano.

Scopro che sua madre, nata in Puglia, vissuta a Monza e a Boston ora vive a Napoli, e che suo marito l'ha lasciata dopo cinquant'anni di matrimonio per fidanzarsi (certo fa un po' senso a settant'anni) con una vegliarda californiana.

Scopro che sua sorella [del primo] è una simpaticissima trentacinquenne vegetariana mai laureatasi in medicina che vive e lavora a Milano.

Scopro che insomma la mia famiglia è un po' ovunque, famiglia di mamma o di papà, mogli mariti zii cugini un po' veri un po' acuqisiti, un po' matti un po' borghesi.E noi siamo qua, e ogni tanto di passaggio ci salutano.Li ascolto mentre parlano del tempo trascorso, dei cambiamenti avvenuti, degli altri, morti, che facevano questo o quest'altro, di quando c'era quel negozio là, e quella persona con quell'altra. Sento mio padre raccontargli nella nostra vita qua, delle difficoltà dei commercianti, della mafia, dell'amore e dell'odio per questa terra, dell'insoddisfazione e dei ricordi.

Io non parlo mai in questi casi, sorrido, o provo a parlare in inglese con la bimba di otto anni che mi guarda con occhi sgranati e sicuramente ride di me.Non parlo mai in questi casi perchè è meglio ascoltarla la gente intelligente, sentire quello che ha da raccontare del mondo e della sua vita. Sentire quella strana donna abbronzata con quegli enormi orecchini da gitana raccontare del suo amore per la natura, del suo giardino, e della paura che le fanno gli isnetticidi: "non ci sono più lucciole, api, formiche; a me la loro presenza mi fa bene all'anima". Anche Pasolini, ricordo, parlava delle lucciole.

Ecco, è stato solo un pranzo, come tanti, con me e mia madre un po' agitate e indaffarate perchè dovevano essere tre e ne sono arrivati cinque; nulla, un po' di pasta e le albicocche e le ciliege del giardino.Nulla, solo l'umanità in quei volti.

E cosa può fregarmi adesso di studiare per la maturità tutte quelle stupidaggini sulla tettonica a placche?Non ha senso.E infatti me ne sto qua a scrivere un po', disordinatamente, le piccole cose che un'ora fa mi sono passate per la testa.E sono già più tranquilla.

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categoria:inizi\tentativi, memorie di me
giovedì, 15 giugno 2006

dovrei smetterla di essere sempre così attaccata alle cose.

dovrei smetterla chè ogni volta ci resto male.

ma non per la cosa in sè, ma per il non detto, per ciò che io avrei voluto sentire, e non.

insomma, trovo sempre qualche stupido modo per intristirmi.sì, perchè altrimenti la mia vita sarebbe stupida, banale, mediocre, sola.

come è.

cazzate.

postato da: crinolina alle ore 20:03 | Permalink | commenti (5)
categoria:inizi\tentativi, memorie di me